Oltre 650mila caduti, un milione di feriti e mutilati: dietro la Vittoria del 4 Novembre 1918 ci sono sacrifici immensi, storie familiari e il destino di un’intera nazione.
Il 4 Novembre 1918 l’Italia dopo immani sacrifici, dopo oltre 650.000 caduti ed un milione di feriti e mutilati, raggiunge la Vittoria. La Grande Guerra riveste un’importanza fondamentale nella storia dell’Italia moderna.
In un paese pieno di date storiche divisive il 4 novembre unisce perché fu l’unica guerra nella quale gli italiani furono tutti dalla stessa parte. Tutte le famiglie italiane diedero il loro contributo in uomini, tra cui entrambi i miei nonni, e mezzi.
Con l’annessione del Trentino Alto Adige, dell’Istria, di Zara, ed in seguito di Fiume, rappresenta il massimo risultato raggiunto nel processo risorgimentale di ricongiungimento di terre e genti italiane.
Forgio’ il popolo italiano. Entrati in guerra nel 1915 ancora divisi ne uscirono nel 1918 con la consapevolezza, maturata nelle trincee, nelle sconfitte e nella Vittoria, di essere un unico popolo. Per questo è elemento essenziale della nostra Identità Nazionale.
Del resto in ogni contrada italiana, anche la più piccola, si trovano con certezza due cose: la Chiesa ed il Monumento ai Caduti della Grande Guerra.
Per questo, onorare e ricordare il valore ed il sacrificio dei nostri padri, è un preciso dovere etico, morale e storico.

L’evento a Latina / Mercoledì 4 novembre alle ore 17:30, presso il Museo Giannini ( Via Oberdan 13/a), l’ Avvocato Cesare Bruni ed Emanuele Corbi (introdotta dal Dott. Luigi Giannini) presenteranno l’incontro ” La guerra degli italiani 1915/1918 “, in concomitanza con l’inaugurazione della Mostra d’epoca “La Vittoria” (documenti e autografi di D’Annunzio , Diaz, Savoia e Thaon di Revel ).
A cura di Cesare Bruni.



