Un capolavoro senza tempo, reinterpretato attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei.
È questo il filo conduttore dell’Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea I Promessi Sposi, a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, che aprirà i battenti sabato 4 ottobre alle ore 18 nel suggestivo scenario del Monastero del Lavello a Calolziocorte (Lecco).
Tra gli artisti selezionati spicca la presenza di Arianna Squicquaro, originaria di Cisterna di Latina, che partecipa con l’opera La Conversione dell’Innominato (pastelli morbidi su carta Pastelmat, 50×70 cm). Un lavoro intenso e di grande impatto emotivo, che rappresenta il momento di svolta interiore di uno dei personaggi più emblematici del romanzo manzoniano. L’opera, oltre a essere esposta, entrerà a far parte della prossima edizione illustrata de I Promessi Sposi, confermando il valore e la forza espressiva del linguaggio artistico della Squicquaro.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, l’artista ha costruito un percorso di ricerca che spazia dalla pittura alla scultura, sperimentando tecniche e materiali diversi per esprimere il suo realismo lirico. «Amo dipingere il realismo nel suo splendore – racconta –. La mia arte nasce dall’amore per la realtà e per ogni dettaglio che la compone, che cerco di restituire con luce e ombre nei miei dipinti».
Il suo talento l’ha portata a esporre in contesti prestigiosi, dal Museo dei Medici di Firenze a rassegne in città come Roma, Brera, Amantea e Tivoli, fino agli Stati Uniti, ricevendo premi e riconoscimenti. Recentemente ha realizzato anche il Palio artistico della Madonna del Soccorso di Cori.
La mostra collettiva, che riunisce artisti italiani e internazionali con opere di pittura, scultura, installazioni e linguaggi multimediali, propone una riflessione sui grandi temi del capolavoro manzoniano – fede, ingiustizia, redenzione, speranza – rilette alla luce della sensibilità contemporanea. «Con questa esposizione intendiamo sottolineare l’attualità dei Promessi Sposi, un romanzo che, pur scritto quasi due secoli fa, continua a parlare al cuore e alla coscienza di tutti» – sottolinea il curatore Grasso.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2025.
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