Vincenzo Schettini porta “La fisica che ci piace” sul palco di Aprilia

Giuseppe Di Sangiuliano

Scienza, ironia e passione nel cuore della bufera.

In ogni epoca esiste un luogo simbolico in cui l’umanità osserva sé stessa: un tempo erano i grandi racconti letterari, oggi spesso sono le piazze digitali. Cambiano gli strumenti, non la natura umana. Continuiamo a discutere, giudicare, esaltare e mettere in discussione chi riesce a catturare l’attenzione collettiva.

Questo momento storico sembra segnato da un’esigenza sempre più diffusa: arrivare. Essere visibili, riconosciuti, condivisi. Una spinta che attraversa ormai gran parte del pubblico contemporaneo e che i social network hanno amplificato fino a trasformarla in una nuova forma di presenza sociale. La visibilità algoritmica spesso sostituisce la notorietà costruita nel tempo, e il dibattito pubblico finisce per oscillare tra entusiasmo e critica nel giro di poche ore.

È dentro questo scenario che si inserisce la vicenda di Vincenzo Schettini, oggi al centro di una bufera mediatica proprio mentre continua a portare in teatro il suo modo di raccontare la fisica. Le polemiche, come accade sempre più spesso, dividono, semplificano, amplificano. Ma resta una domanda più profonda: cosa rimane quando il rumore si abbassa?

Rimane, forse, ciò che dovrebbe contare di più: la capacità di accendere curiosità. Perché chi riesce a comunicare conoscenza e a trasmettere il desiderio di imparare — qualunque sia il linguaggio scelto — intercetta un bisogno reale delle nuove generazioni. Lo stesso Schettini ha raccontato di aver cercato un modo per sottrarre i ragazzi al consumo passivo dei contenuti digitali, provando a trasformare proprio quel linguaggio in uno strumento educativo.

Sarebbe un peccato se il dibattito di questi giorni finisse per oscurare ciò che molti studenti hanno riconosciuto nel suo lavoro: la magia di trasformare le leggi della natura in racconto, spettacolo e stupore. Perché, al di là delle polemiche, l’educazione resta sempre un incontro umano prima che mediatico.

E forse il vero punto non è restare al centro dell’attenzione, ma farlo per qualcosa che riesca ancora ad accendere — parafrasando Henry David Thoreau — il desiderio di “succhiare il midollo del sapere”.

Ed è proprio tornando a questo entusiasmo che Vincenzo Schettini sceglie di rispondere: il palco.

Giovedì 19 marzo 2026, al Teatro Europa di Aprilia, arriva infatti “La fisica che ci piace”, uno spettacolo live che trasforma formule, esperimenti e principi scientifici in un’esperienza divertente, interattiva e profondamente umana. Sul palco non c’è un professore in cattedra, ma un narratore capace di unire ironia, esperimenti dal vivo e dialogo continuo con il pubblico. Non si assiste soltanto: si partecipa, si ride, ci si sorprende.

Un’occasione per vedere da vicino chi, tra critiche e milioni di follower, ha scelto di scommettere sull’entusiasmo dei ragazzi e sulla possibilità — sempre attuale — di far innamorare qualcuno della conoscenza.

Perché alla fine non sarà una polemica a stabilire il valore di un insegnante, ma ciò che resta negli occhi di chi ha imparato ad amare qualcosa che prima temeva.
E se anche solo un ragazzo esce da teatro con una domanda in più e una paura in meno verso la conoscenza, allora lo spettacolo — e forse anche il dibattito — avrà già trovato il suo senso.

Info spettacolo: Berti Live di Erasmo Berti /📆 19 Marzo 2026 – Teatro Europa, Aprilia (LT)

A cura di Giuseppe Di Sangiuliano