La carezza del Papa e la forza di una comunità.
Alcune storie colpiscono più di altre, perché toccano maggiormente le corde della sensibilità. È il caso di Mariano, duecento chili a dodici anni e una vita che, di conseguenza, è fatica quotidiana, respiro corto, notti difficili, in una casa diventata allo stesso tempo rifugio e confine.
Calabrese, di Vena di Maida, è affetto da una patologia rarissima e ancora senza nome, segnata anche dall’assenza del corpo calloso e da un quadro neurologico complesso che negli anni non ha trovato una diagnosi definitiva.
La sua vicenda è arrivata al grande pubblico grazie a un servizio della trasmissione Le Iene, in onda su ItaliaUno . L’inviato Alessandro De Giuseppe ha trascorso alcuni giorni con Mariano e la sua famiglia, mostrando una quotidianità fatta di piccoli spostamenti che diventano imprese, di una sedia adattata con rotelle per muoversi in casa, di lezioni seguite a distanza perché la scuola, pur vicinissima, non è più raggiungibile.
Ogni gesto richiede assistenza. I problemi respiratori impongono cautela costante, anche durante la notte. La madre e il padre, un tempo professionisti con una situazione stabile, hanno progressivamente consumato risorse economiche e forze emotive tra visite, viaggi, consulti specialistici da Roma a Genova e perfino all’estero, senza arrivare a una risposta conclusiva. “È come un puzzle incompleto”, raccontano. E finché non si trova il nome della malattia, anche la cura resta sospesa.
L’incontro con Papa Leone XIV
In questo cammino accidentato, si è avverato il desiderio di Mariano di incontrare il Papa. Nei giorni scorsi, il ragazzo, insieme ai suoi genitori Sigismondo e Tamara, sono stati ricevuti nel Palazzo Apostolico da Papa Leone XIV. La benedizione apostolica ricevuta è stata vissuta dalla famiglia come un gesto capace di dare conforto al presente e affidare il futuro a una speranza condivisa; una rassicurante carezza spirituale.
La Fondazione che ha scelto di “farsi carico”
Accanto alla famiglia si è schierata la Fondazione Bambino Gesù del Cairo, ente filantropico nato su impulso di Papa Francesco e legato all’esperienza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. La Fondazione opera in Medio Oriente, in Africa e anche in contesti fragili del nostro Paese, promuovendo assistenza pediatrica, formazione sanitaria e progetti sociali.

Per Mariano non si è trattato di un semplice sostegno simbolico. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Prefetto, con il via libera del Ministero dell’Interno, la Fondazione ha formalizzato un accordo di tutela con i genitori, assumendo la responsabilità esclusiva di coordinare e garantire il percorso di cura del ragazzo. Un atto giuridico, ma soprattutto morale.
Il presidente della Fondazione, Monsignor Yoannis Lazhi Gaid , già storico segretario personale di Papa Francesco, ha spiegato che il caso richiede un programma multidisciplinare rigoroso: endocrinologico, nutrizionale, psicologico e riabilitativo. Non solo per ridurre un peso corporeo che mette a rischio la vita, ma per restituire prospettiva, autonomia e dignità.

La Fondazione si è impegnata a fare da “casa e scudo”, garantendo trasparenza nella raccolta e nell’utilizzo dei fondi, affinché ogni contributo si trasformi in cure concrete e verificabili. L’iniziativa è stata rilanciata con un appello semplice e potente: “Siamo tutti Mariano”. Perché nessun peso è impossibile da sollevare, se a farlo è l’amore condiviso di una comunità.
L’intervista e il progetto “Oasi della Pietà”
In un’intervista rilasciata a Diario Pontino, Monsignor Yoannis Lazhi Gaid ha raccontato al nostro Direttore Editoriale, Giuseppe Di Sangiuliano, le ragioni profonde di questa scelta: non assistere da spettatori alla sofferenza di un bambino, ma trasformare la fragilità in responsabilità collettiva. Ha invitato istituzioni, associazioni, imprese e cittadini a partecipare con rigore e cuore, in un percorso coordinato che eviti dispersioni e sovrapposizioni.
Tra i progetti seguiti dalla Fondazione c’è anche l’“Oasi della Pietà”, iniziativa di cooperazione e assistenza nata su impulso di Papa Francesco e portata avanti con determinazione negli anni. Un esempio concreto di quella che può essere definita diplomazia umanitaria: cura medica di eccellenza intrecciata al dialogo tra popoli, religioni e culture.
Oltre il caso, una responsabilità comune
La storia di Mariano è la fotografia di quanto possa essere fragile una famiglia quando la diagnosi non arriva, quando le notti sono lunghe e il futuro incerto, ed è anche la dimostrazione di quanto possa essere forte una rete che si attiva.
La benedizione del Papa, l’assunzione di responsabilità della Fondazione, l’attenzione mediatica che ha acceso i riflettori su una vicenda rimasta troppo a lungo confinata tra le mura domestiche, tutto converge in un punto essenziale: dare un nome alla malattia, costruire un percorso clinico serio, restituire a un ragazzo di dodici anni la possibilità di sognare senza che il suo corpo diventi una prigione.
Oggi Mariano continua a vivere tra le pareti della sua casa, ma il suo orizzonte si è allargato. Non è più solo il bambino dei “quasi 200 chili”, ma è il volto di una domanda che interpella medici, istituzioni e cittadini: quanto siamo disposti a condividere il peso degli altri?
Se la risposta sarà collettiva, allora quel “200” non sarà più soltanto un fardello, ma diventerà il simbolo di una comunità che ha scelto di farsi carico, insieme, della vita più fragile.
A cura di Antonietta Malito
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Rivivi la storia e l’impegno di Monsignor Yoannis Gaid Lazhi ospite della nostra Redazione / Link :
https://diariomagazine.it/un-incontro-atteso-una-storia-straordinaria-oltre-il-protocollo/
Sostenere la storia e la causa di Mariano significa, concretamente, contribuire anche con un piccolo aiuto economico attraverso il Link ufficiale della Fondazione Bambino Gesù del Cairo :
( https://bambinogesu-eg.com/home_it.php?lang=it&index=home ) ( https://bambinogesu-eg.com )
Perché le cure, i viaggi, gli specialisti e i percorsi riabilitativi hanno un costo reale.
Ma significa anche molto di più: una preghiera per chi crede, un messaggio di vicinanza, una parola di incoraggiamento, una presenza discreta accanto a Mariano e alla sua famiglia.
Perché nessun contributo è troppo piccolo quando a essere grande è il bisogno. Nessun peso è irrisollevabile, quando a sollevarlo è l’amore di molti.
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Intesa Sanpaolo / Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS *
IBAN: IT98T0306909606100000415299
Causale: “siamotuttimariano”
Non è solo una storia di sofferenza, ma di responsabilità condivisa.
- Questo conto è dedicato esclusivamente a Mariano. Le donazioni sono fiscalmente agevolate (deducibilità per le aziende e detraibilità per i privati) ai sensi della normativa vigente per gli Enti del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).


