Chiusini “Littoria”, 15 giorni senza risposta. Tor Tre Ponti torna all’attacco: «Latina merita chiarezza»

Associazione Culturale Tor Tre Pontino

I manufatti storici rimossi dal Parco Falcone e Borsellino restano al centro della battaglia dell’Associazione. Bonaldo: «Non chiediamo uno scontro, ma di sapere dove sono e come verranno tutelati».

Sono passati 15 giorni dalla PEC con cui l’Associazione Culturale Tor Tre Ponti ha chiesto formalmente al Comune di Latina di fare chiarezza sulla sorte dei chiusini storici in ghisa con la scritta “Littoria”, rimossi durante i lavori di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino.

E, al momento, una risposta ufficiale non è ancora arrivata.

È questa la nuova puntata di una vicenda che l’associazione guidata dal presidente Emanuele Bonaldo segue da settimane e che, da semplice questione legata ad alcuni manufatti, sta assumendo un significato più ampio: quello della capacità di Latina di riconoscere, documentare e conservare le tracce materiali della propria storia.

La richiesta inviata dall’associazione era, almeno nelle intenzioni, molto concreta: sapere dove siano custoditi attualmente i chiusini, verificarne lo stato di conservazione e poterli visionare direttamente.

Una domanda che Tor Tre Ponti aveva scelto di rivolgere formalmente all’Amministrazione proprio per evitare che la vicenda si trasformasse nell’ennesimo terreno di contrapposizione.

«Siamo sinceramente dispiaciuti per questo silenzio – afferma Emanuele Bonaldo –. Avevamo scelto di rivolgerci formalmente alle istituzioni proprio per evitare polemiche e cercare un confronto serio e costruttivo. Chiedevamo semplicemente di sapere dove si trovano questi manufatti e di poterli vedere. Non comprendiamo le ragioni per cui, dopo 15 giorni, non sia ancora arrivata una risposta».

Non sono soltanto “tombini”

Ed è proprio questo il punto sul quale l’associazione insiste.

Ridurre la questione alla presenza o meno di alcuni chiusini all’interno di un parco rischierebbe di perdere di vista il loro valore come testimonianze materiali della città di fondazione.

Una scritta, una fusione in ghisa, un manufatto apparentemente ordinario possono diventare, nel tempo, documenti della trasformazione urbana e della storia di una comunità.

«Latina ha bisogno di risposte serie e proposte concrete sulla tutela della propria storia – sottolinea Bonaldo –. Non chiediamo che la storia venga utilizzata per alimentare contrapposizioni ideologiche. Chiediamo che venga conosciuta, documentata e conservata».

Nel frattempo, l’associazione ringrazia le realtà associative, le cittadine, i cittadini e le forze politiche che hanno raccolto l’appello e manifestato attenzione alla vicenda.

Un interesse che, secondo Tor Tre Ponti, rende ancora più importante una risposta da parte dell’istituzione pubblica.

La questione va oltre i chiusini: il Centenario come occasione per una strategia della memoria

Perché, se il caso dei chiusini “Littoria” rappresenta il punto di partenza, la domanda che Tor Tre Ponti pone all’Amministrazione è decisamente più ampia.

Come intende Latina tutelare il proprio patrimonio storico e culturale in vista del Centenario?

Non soltanto edifici e monumenti, ma anche fotografie, documenti, archivi, manufatti, oggetti, testimonianze orali e quelle tante piccole tracce che raccontano la vita quotidiana della città e dell’Agro Pontino.

«In vista del centenario dobbiamo iniziare a ragionare in maniera diversa – spiega Bonaldo –. Latina possiede un patrimonio storico importante, fatto non soltanto di edifici e monumenti, ma anche di documenti, fotografie, manufatti, testimonianze orali, oggetti e tracce della vita quotidiana. Non possiamo pensare che la tutela di tutto questo continui a essere affidata quasi esclusivamente alla passione e al volontariato delle associazioni o all’iniziativa dei privati».

Un tema che chiama in causa direttamente anche il ruolo delle associazioni culturali del territorio.

Per Tor Tre Ponti, infatti, queste realtà rappresentano un patrimonio di conoscenze e competenze che potrebbe essere messo a sistema, coinvolgendo Comune, studiosi, archivi, associazioni e comunità locale nella costruzione di una vera strategia della memoria.

«Le associazioni storiche e culturali del territorio rappresentano una risorsa straordinaria – aggiunge Bonaldo –. Sono realtà che conoscono il territorio, custodiscono archivi, svolgono ricerche e spesso conservano materiali che rischierebbero altrimenti di andare perduti. Coinvolgerle significa valorizzare competenze e patrimonio già presenti nella comunità».

Ora la domanda torna al Comune

Sul caso specifico dei chiusini, Tor Tre Ponti resta quindi in attesa di un riscontro e auspica che possa essere rapidamente concordato un sopralluogo nel luogo in cui i manufatti sono custoditi, così da verificarne direttamente condizioni e consistenza.

«Non vogliamo uno scontro – ribadisce Bonaldo –. Vogliamo semplicemente conoscere la verità, verificare che i manufatti siano integri e capire quali siano le intenzioni dell’Amministrazione. Il silenzio, invece, non risolve il problema e rischia soltanto di alimentare ulteriormente il malcontento».

E così quella che potrebbe sembrare una piccola vicenda amministrativa torna a porre una domanda più grande.

Che cosa vuole fare Latina della propria memoria?

Perché il Centenario non sarà soltanto una data da celebrare. Potrebbe essere anche l’occasione per decidere, finalmente, quale patrimonio la città vuole consegnare alle generazioni future e come intende conservarlo.

Per ora, sui chiusini con la scritta “Littoria”, resta una domanda molto semplice: dove sono e in quali condizioni si trovano?

A 15 giorni dalla PEC, Tor Tre Ponti aspetta ancora una risposta.

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