C’è un’impronta fortemente pontina sullo storico successo dell’Italia del judo ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. La Nazionale azzurra ha conquistato la medaglia d’oro nella gara a squadre miste, superando nettamente la Francia per 4-1 in finale.
Tra le protagoniste della cavalcata tricolore spicca la pontina Gaia Stella, punto fermo della selezione. Dopo aver sfiorato il podio nella gara individuale dei -52 kg, la judoka delle Fiamme Gialle ha trovato il riscatto domenica 30 agosto, contribuendo in modo decisivo alla vittoria di squadra.
Un successo che sa di emozione, determinazione e spirito di gruppo, raccontato dalle parole della stessa atleta a caldo dopo la finale.



Giochi del Mediterraneo, l’oro azzurro parla pontino: il trionfo di Gaia Stella con il judo a squadre.
C’è un’impronta fortemente pontina sullo storico successo dell’Italia del judo ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. La Nazionale azzurra si è aggiudicata la medaglia d’oro nella gara a squadre miste superando nettamente in finale la Francia con il punteggio di 4-1.
Tra le grandi protagoniste della cavalcata tricolore spicca la pontina Gaia Stella, punto fermo della selezione nazionale. La formazione azzurra che ha conquistato il gradino più alto del podio ha visto scendere sul tatami, oltre a Gaia Stella, Michela Terranova, Irene Pedrotti, Carlotta Avanzato, Asya Tavano e Claudia Sperotti per la selezione femminile. Il comparto maschile ha invece schierato Fabrizio Esposito, Valerio Accogli, Christian Parlati, Manuel Parlati, Kwadjo Anani e Jean Carletti.
Un successo straordinario che corona l’ottima prestazione della “spedizione italiana” , capace di collezionare ben 8 medaglie complessive tra prove individuali e a squadre.
Per l’atleta pontina si tratta di un trionfo che sa di riscatto. Nella gara individuale della categoria -52 kg, Gaia Stella aveva aperto il suo torneo con il piede giusto superando l’algerina Lycia Anais Guebli, prima di venire fermata dalla tunisina Chaima Iraoui. Nella finale per la medaglia di bronzo, dopo un match tiratissimo, si era dovuta arrendere alla kosovara Erza Kasapi, vedendo sfumare il podio per un soffio.
La svolta è arrivata domenica 30 agosto: inserita come perno azzurro per la prova a squadre, l’atleta pontina ha trascinato i compagni lungo tutte le fasi eliminatorie fino al netto 4-1 imponendosi sulla Francia in finale e mettendosi al collo una meritata medaglia d’oro. Ecco le parole dell’atleta pontina raccolte a margine della vittoria.
Gaia, domenica è arrivato uno storico oro nella gara a squadre miste contro la Francia. Che sapore ha questa medaglia, soprattutto dopo aver sfiorato il podio individuale due giorni prima?
«È stata un’emozione indescrivibile vincere la medaglia d’oro, soprattutto in casa. La gara individuale mi aveva lasciato l’amaro in bocca, quindi la vittoria con la squadra mi ha davvero risollevato il morale». In finale avete battuto la Francia per 4-1, un risultato netto. Qual è stata la chiave tattica e psicologica per dominare i vostri storici rivali?
«La Francia era un avversario davvero tosto, ma abbiamo saputo mantenere la calma pensando incontro per incontro. Alla fine la determinazione ha pagato ed è arrivata la vittoria». Il judo è uno sport individuale, ma la gara a squadre regala sempre emozioni uniche.
Quanto ha contato lo spirito di gruppo della Nazionale in questa cavalcata?
«Trattandosi di uno sport solitamente individuale, quando combattiamo nella gara a squadre sentiamo una forza speciale: non sei più solo sul tatami, combattiamo tutti insieme».
Gareggiare in un evento così importante davanti al pubblico di casa del PalaWojtyla è stato uno stimolo in più o ha generato pressione?
«È stato sicuramente uno stimolo fortissimo, anche se la pressione e il peso della responsabilità si sentivano. Siamo stati bravi a gestire le emozioni e a farci influenzare solo dal calore del pubblico».
Indossi la divisa delle Fiamme Gialle e quella della Nazionale: a chi dedichi questo successo e chi vuoi ringraziare?
«Ringrazio di cuore il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, i miei allenatori, i miei compagni di squadra, la mia fidanzata e la mia famiglia, che mi supportano e mi aiutano ogni singolo giorno».
A cura di Sonia Simoneschi.


