L’Altra Storia dei Vinti in Mostra da Michele Principato Trosso.
Presso lo spazio espositivo MAD Museo Diffusione d’Arte (o location indicata per l’evento attuale), è in corso la mostra personale “La Finestra di Overton”, sottotitolo “L’Altra Storia dei Vinti”, che presenta 15 opere realizzate dall’artista Michele Principato Trosso tra il 2022 e il 2024. Un ciclo pittorico denso di riflessioni, esperienze personali e osservazioni sul periodo storico recente, segnato da una pesante “bombardamento” psicologico, manipolazioni sociali e narrazioni che hanno reso accettabile – e poi legale – ciò che prima appariva intollerabile.


Attraverso il concetto della Finestra di Overton, Principato Trosso esplora come meccanismi di controllo abbiano normalizzato temi controversi: dalla bioingegneria e geoingegneria alle “città di 15 minuti” e alle Smart City come gabbie dorate; dalle pandemie e dai vaccini sperimentali (con accordi coperti da segreto militare) ai conflitti bellici in Ucraina (istigati da interessi esterni, secondo l’autore) e nella Striscia di Gaza (legati ai giacimenti di gas “Gaza Marine”). Opere come “Accordo di Haavara”, “Elion”, “Enlil”, “Metapolitica”, “Metaverso”, “Smart City I e II ” diventano nodi visivi di un discorso storico-critico che invita lo spettatore a interrogarsi: abbiamo percepito il filo conduttore comune o lo abbiamo liquidato come mera opinione personale?


Lo stile di Principato Trosso evolve qui in una sintesi magistrale: dal materico e coloristico astratto (ricordando il ciclo dei tronchi), all’informale e formale astratto, fino a inserti di figurativo didascalico resi diafani, subacquei, appena percettibili – come visioni di un mondo sommerso. Questa alchimia tecnica – criptica ed esoterica, ma al tempo stesso palese ed essoterica – rende le opere accessibili e dialoganti: chiunque può appropriarsene, posizionarle in casa o in ufficio e farne specchi personali dell’Io, moniti, consolazioni o sproni esistenziali.
Come sottolinea l’autore, la grande duttilità delle sue tele crea un nuovo “esperanto” di colori, poetica e gestualità universale, comprensibile oltre confini culturali. Michele Principato Trosso, nato in Germania nel 1974 da famiglia siciliana di Capizzi (ME), laureato all’Accademia di Belle Arti di Catania, con esposizioni in Italia e all’estero, collabora da quasi 10 anni con il MAD Museo d’Arte Diffusa e quest’anno ha donato un’opera al contest benefico di Neuro Vita sull’idrocefalo normoteso. Un artista che, come recita il motto latino da lui evocato, è “Nemo Propheta in Patria, Legatus ad Mundum” – non profeta in patria, ma ambasciatore di cultura nel mondo.
La mostra si chiude con una poesia di Alda Merini che riecheggia nei tronchi contorti e nelle pietre-arbre dell’artista:
“Alberi contorti forse cui le male parole hanno indurito un legno che voleva dare fiori forse alberi come pietre forse pietre che volevano diventare alberi ma ad un certo punto l’uomo si è fermato su una radice senza terra e l’albero si è retratto come una mano che non riesce a trattenere l’acqua ma l’acqua è nella pietra e nell’albero rinsecchito e quando l’acqua non riesce a scorrere diventa un gemito di dolore”.
Mostra a cura di Fabio D’Achille La scala rossa della Libreria Feltrinelli / 23 Febbraio -11 Marzo 2026 / Latina – Via A. Diaz
redazione@diariopontino.it



