Non può che definirsi così l’ordigno inesploso rinvenuto in Corso Matteotti e fatto brillare a Foce Verde. Quel pacco, probabile gesto intimidatorio, è un segnale del tutto inedito.
Solitamente non ci occupiamo di cronaca per una precisa scelta editoriale. Quello che è accaduto oggi a Latina è però un fatto che trascende qualsiasi vincolo e qualsiasi classificazione. Perché quell’ordigno inesploso nel cuore della città, nel trafficatissimo Corso Matteotti, è di fatto un agguato alla sicurezza di chiunque. Perché su quel marciapiede potevano esserci dei passanti, magari dei bambini o delle famiglie intente a visitare i tanti negozi della zona.

Di delitti e di cronaca nera il sottoscritto ha parlato tanto in passato, ma mai si è ritrovato a raccontare di un agguato ai cittadini, senza un preciso bersaglio. Sarà stato un maldestro gesto di intimidazione verso qualcuno? Sarà stata la follia di un isolato criminale che gira tuttora a piede libero? Non intendiamo improvvisarci detective, ci uniamo piuttosto al grido d’allarme lanciato dal sindaco Matilde Celentano, invitando però a una riflessione sul capoluogo: un episodio del genere è del tutto inedito ma tanti altri, di diversissima natura, sono all’ordine del giorno, come le violente risse tra giovanissimi o i pericoli che ti fanno sudare freddo ogni volta che una figlia raggiunge le autolinee per andare a scuola. Magari quel misterioso pacco servirà a sollecitare un potenziamento dei controlli, dei dispositivi di videosorveglianza, del personale a disposizione delle forze dell’ordine (provvidenziali oggi con il loro intervento). Basta partire da una triste consapevolezza: Latina è tutt’altro che sicura.




