Legambiente Terracina presenta un’istanza al Sindaco: «Ci venga restituita la gestione del Parco del Montuno»

Laureta Jaku
Legambiente Terracina

Chiesto anche il ritiro delle deleghe all’ Assessore all’Ambiente.

Si alza ulteriormente il livello dello scontro tra il Circolo Legambiente Terracina e l’Amministrazione comunale. Dopo le recenti polemiche sulla gestione del laghetto del Parco Chezzi e le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, che aveva anche ipotizzato possibili iniziative legali nei confronti di cittadini e associazioni intervenuti sulla vicenda, l’associazione ambientalista ha deciso di rivolgersi direttamente al sindaco.

Con una dettagliata istanza presentata ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto comunale, Legambiente chiede di poter tornare a collaborare gratuitamente alla tutela e valorizzazione del Parco del Montuno e del laghetto del Parco Chezzi, richiamando il principio di sussidiarietà orizzontale previsto dall’articolo 118 della Costituzione, secondo il quale le istituzioni devono favorire la partecipazione dei cittadini e delle associazioni nelle attività di interesse generale.

Contestualmente, il Circolo chiede al primo cittadino di valutare il ritiro delle deleghe all’assessore competenti in materia di Ambiente, manutenzione delle aree verdi e parchi, ritenendo la gestione del patrimonio ambientale cittadino non adeguata alle esigenze del territorio.

Nel documento inviato al sindaco, Legambiente denuncia quello che definisce un progressivo deterioramento dei rapporti con l’assessorato all’Ambiente.

Secondo l’associazione, negli ultimi due anni sarebbero rimaste senza risposta numerose richieste di confronto, compresa la convocazione della Commissione consiliare Ambiente sul futuro del Parco del Montuno, richiesta formalmente e più volte sollecitata anche da Legambiente Lazio.

L’ Associazione sostiene inoltre che le recenti dichiarazioni dell’ Assessore, nelle quali si prospetterebbero possibili azioni legali nei confronti di cittadini e associazioni impegnati nella tutela del laghetto del Parco Chezzi, rappresentino un atteggiamento incompatibile con lo spirito di collaborazione che dovrebbe caratterizzare il rapporto tra amministrazione e volontariato.

Il nodo del Parco del Montuno

Uno dei punti centrali dell’istanza riguarda il futuro del Parco del Montuno , considerato da Legambiente il principale polmone verde della città.

L’ Associazione ricorda di aver contribuito alla riapertura del Parco nel 2018 dopo anni di abbandono e di averne curato, fino al 2023, numerosi progetti di valorizzazione insieme a scuole e associazioni del territorio.

Particolare preoccupazione viene espressa per quanto previsto nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028 del Comune, nel quale si ipotizza la valorizzazione del Parco attraverso la realizzazione e la gestione di un parco tematico affidato a soggetti privati o associazioni.

Secondo Legambiente, una simile impostazione favorirebbe inevitabilmente operatori economici interessati a una gestione commerciale dell’area, risultando difficilmente compatibile con il ruolo di un’associazione di volontariato senza fini di lucro.

Da qui la richiesta di poter riprendere la collaborazione nella gestione del parco, mettendo nuovamente a disposizione volontari ed esperti nel campo della biodiversità vegetale e animale.

Le criticità denunciate

Nel documento vengono elencate numerose criticità che, secondo Legambiente, interesserebbero il patrimonio verde cittadino.

Tra queste figurano la mancata predisposizione del Piano del Verde, del Regolamento del Verde, del Censimento del patrimonio arboreo e del Bilancio Arboreo previsto dalla normativa, oltre ai problemi legati alla siccità che, già negli anni precedenti, avrebbero causato la perdita di alberature messe a dimora nell’ambito del Progetto Ossigeno della Regione Lazio.

L’ Associazione richiama inoltre la vicenda dei pini abbattuti in Viale Europa e quella del laghetto del Parco Chezzi, rimasto per mesi con livelli d’acqua ritenuti insufficienti a garantire il benessere della fauna presente.

Secondo Legambiente, solo l’intervento dei volontari, in collaborazione con il gestore del verde pubblico e con la Protezione Civile comunale, avrebbe consentito di evitare conseguenze peggiori per pesci, tartarughe e anatre.

La richiesta al Sindaco

Nelle conclusioni dell’istanza, Legambiente ribadisce la volontà di collaborare gratuitamente con l’Amministrazione per la tutela del patrimonio ambientale cittadino, ma ritiene ormai necessario un intervento diretto del Sindaco.

Anna Giannetti

«Esercitiamo un diritto previsto dallo Statuto comunale e dalla Costituzione – dichiara la Presidente del Circolo, Anna Giannetti – perché crediamo che istituzioni e società civile debbano lavorare insieme per il bene comune. Riteniamo però inaccettabile l’atteggiamento di chiusura mostrato nei confronti della nostra associazione e chiediamo al sindaco di valutare il ritiro delle deleghe relative all’Ambiente e alla manutenzione delle aree verdi, alla luce delle criticità che la città continua a registrare nella gestione del proprio patrimonio naturalistico.»

L’istanza rappresenta l’ ultimo capitolo di un confronto ormai aperto tra il Circolo Legambiente Terracina e l’Amministrazione comunale su temi che riguardano la gestione del verde pubblico, la tutela della biodiversità e il ruolo delle associazioni nella cura dei beni comuni.

Resta ora da conoscere la posizione del Sindaco e dell’Amministrazione sulle richieste avanzate dall’ Associazione ambientalista.

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