Tra radici agricole e sfide strutturali di Marina Gargiulo.
La Provincia di Latina si trova oggi di fronte a un bivio generazionale. Da un lato una storica vocazione all’autoimpiego e radici agricole profonde, dall’altro una marcata contrazione delle imprese under 35, con un alto tasso di mortalità aziendale (una su tre non supera i primi cinque anni).
L’analisi di Marina Gargiulo mette in luce i dati più recenti: il commercio assorbe il 25% delle imprese giovanili, mentre l’agricoltura, silvicoltura e pesca rappresentano il 15% (ben sopra la media nazionale). Un segnale chiaro che le nuove generazioni continuano a credere nella terra e nella filiera agroalimentare come opportunità di futuro.
Non mancano però le criticità: alta quota di NEET, basso tasso di laureati e un ecosistema di supporto ancora frammentato. L’articolo esplora le iniziative in campo per favorire start-up giovanili, innovazione tecnologica e il necessario ricambio generazionale.
Un’analisi approfondita e necessaria per comprendere le sfide e le potenzialità del territorio pontino.

L’orizzonte fragile dell’imprenditoria giovanile a Latina: tra radici agricole e sfide strutturali
La Provincia di Latina si trova oggi di fronte a un bivio generazionale che ridefinisce profondamente il suo tessuto produttivo. Se da un lato il territorio pontino esprime una storica e vivace vocazione all’auto impiego, dall’altro i flussi demografici ed economici più recenti mostrano i segni di una marcata contrazione per l’imprenditoria under 35.
Analizzare la mappa delle imprese giovanili in questa provincia significa muoversi tra spinte resilienti legate alle risorse locali e barriere strutturali che ne mettono a rischio il ricambio generazionale. I flussi demografici e produttivi degli ultimi anni riflettono un trend nazionale complesso, caratterizzato da una progressiva riduzione della base imprenditoriale giovanile, accentuata a livello locale da fattori socio-economici critici.
Tra il 2019 e gli anni più recenti, i dati confederali hanno evidenziato una netta contrazione dei titolari d’impresa più giovani, in particolare nei settori tradizionali del commercio, della ristorazione e dei servizi di alloggio. A pesare sulle nuove iniziative è soprattutto l’alto tasso di mortalità aziendale: circa una micro-impresa giovanile su tre non riesce a superare la soglia critica dei primi cinque anni di vita.
Questa fuga dall’auto impiego si inserisce in un contesto provinciale complesso, dove si registrano posizioni di retroguardia nelle classifiche nazionali per la quota di giovani NEET (ragazzi che non studiano e non lavorano) e per la percentuale di laureati, evidenziando una parziale disconnessione tra il potenziale giovanile e le reali opportunità di inserimento strutturato nel mercato. Nonostante i venti contrari, i dati di settore forniti dalla Camera di Commercio di Frosinone Latina mettono in luce una specificità locale molto definita.
La fetta principale delle aziende guidate da under 35 si concentra nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, che catalizza circa il 25% delle attività giovanili. Subito dopo emerge il vero tratto distintivo della provincia: l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca, che raccolgono il 15% delle imprese giovanili pontine. Si tratta di un valore sensibilmente superiore alla media nazionale (che si attesta intorno al 10%), a dimostrazione di come le nuove generazioni continuino a vedere nella terra e nella filiera agroalimentare un’importante risorsa di innovazione e reddito.
Completano il quadro i servizi di alloggio e ristorazione (11%), il comparto delle costruzioni (10%), le attività manifatturiere (5%) e i servizi alle imprese (5%). Nota di rilievo va anche alla componente femminile: l’imprenditoria rosa mantiene una forte incidenza nel territorio provinciale, rappresentando oltre un quarto del totale delle imprese attive.
L’analisi attuale evidenzia che la volontà di fare impresa non manca, ma necessita di un ecosistema di supporto meno frammentato e più orientato all’innovazione tecnologica. Per rispondere a queste esigenze, le amministrazioni locali e il sistema camerale hanno attivato sinergie per favorire lo sviluppo di start-up giovanili, puntando proprio sulla vocazione agroalimentare e turistica.
Progetti territoriali specifici mirano a valorizzare le competenze digitali e a sostenere la nascita di nuove aziende attraverso contributi dedicati, nel tentativo di invertire la rotta e trasformare le idee dei giovani in attività strutturate e durature. Solo colmando il divario nei luoghi decisionali e offrendo reti di orientamento solide sarà possibile garantire che il patrimonio imprenditoriale della provincia di Latina non perda la sua spinta più fresca e innovativa.
A cura di Marina Gargiulo.



