Noi c’eravamo 🎥/ C’era l’emozione di chi c’era nel ’76.
C’era l’emozione di chi c’era nel ’76.
C’era la curiosità di chi quell’epoca l’ha solo sentita raccontare.
E poi c’era una comunità intera riunita attorno a un microfono.


L’evento per i 50 anni delle Radio Libere nell’Agro Pontino, ospitato al Museo Piana delle Orme e promosso insieme all’Associazione “Quelli della Radio-APS”, con il contributo dell’ Associazione culturale Tor Tre Ponti da anni impegnata nel promuovere eventi culturali sul territorio, è stato molto più di una celebrazione: è stato un abbraccio collettivo tra generazioni, frequenze e storie.
Stand ben rappresentativi, racconti appassionati, workshop, aneddoti tecnici e umani: la radio, ieri, ha dimostrato di non essere soltanto memoria, ma ancora linguaggio vivo. I pionieri dell’etere pontino hanno ripercorso i giorni in cui bastava un trasmettitore artigianale, un’antenna improvvisata e un sogno per cambiare il modo di comunicare.
Il pubblico ha ascoltato con rispetto e stupore le storie di chi, con mezzi di fortuna ma con visione chiarissima, ha acceso le prime frequenze libere nel territorio, trasformando la radio in uno strumento di identità e partecipazione.


Momento particolarmente suggestivo quello dedicato alla Capsula del Tempo: voci di ieri e di oggi hanno lasciato un messaggio per il futuro. Un gesto semplice ma potentissimo, che restituisce alla radio la sua natura più autentica: custodire emozioni.
Noi eravamo presenti insieme ad altri come il gruppo “Mondo Radio ” di Giuliano Radicioli da Media Partner, con le nostre telecamere, per raccontare ogni istante. Abbiamo realizzato una video storytelling che raccoglie i momenti più intensi della giornata: le interviste, le risate, gli applausi, le memorie condivise.
Perché se è vero che le frequenze cambiano, l’onda dell’entusiasmo resta. E ieri, a Piana delle Orme, quell’onda si è sentita forte e chiara.
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