Tombini storici “Littoria”, l’Associazione Tor Tre Ponti scrive al Comune: «Ora facciamo chiarezza»

Tombini storici “Littoria”

Dopo le richieste e le domande già poste prima dell’avvio dei lavori al Parco Falcone e Borsellino, l’Associazione Culturale Tor Tre Ponti torna sulla vicenda dei chiusini storici rimossi durante la riqualificazione. Inviata una PEC al Sindaco, all’Assessore ai Lavori Pubblici e ai Capigruppo consiliari: «Non cerchiamo polemiche, ma risposte e garanzie sulla conservazione di un pezzo della memoria di Latina»

La vicenda dei chiusini storici in ghisa con la dicitura “Littoria” torna al centro dell’attenzione. A riaccendere i riflettori è l’Associazione Culturale Tor Tre Ponti, da anni impegnata nella tutela della memoria storica e culturale del territorio pontino, che ha deciso di rivolgersi formalmente all’Amministrazione comunale di Latina.

Una scelta che, nelle intenzioni dell’associazione, non nasce dalla volontà di alimentare una polemica, ma dalla necessità di ottenere chiarezza documentale e concrete rassicurazioni sul destino dei manufatti rimossi nell’ambito dei lavori di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino.

E c’è un elemento che l’associazione ritiene importante sottolineare: le domande sulla tutela e sulla sorte dei chiusini erano state poste già prima dell’esecuzione dei lavori. Un’attenzione preventiva, dunque, legata alla consapevolezza che quei manufatti, pur essendo elementi apparentemente secondari dell’arredo urbano, rappresentano una testimonianza materiale della storia della fondazione della città.

Non semplici tombini, ma testimonianze della città

La scritta “Littoria” impressa sulla ghisa li colloca infatti in una precisa fase della storia urbana di Latina. Sono oggetti che appartengono alla quotidianità della città, ma che proprio per questo possono assumere un particolare valore documentario.

Per l’Associazione Tor Tre Ponti, la tutela della memoria non riguarda esclusivamente monumenti, edifici o grandi opere: anche un chiusino può diventare una traccia concreta del passato, capace di raccontare la città attraverso i suoi elementi più semplici.

Da qui l’attenzione seguita durante i lavori del Parco e, successivamente, il confronto sul destino dei manufatti che non sono stati ricollocati.

Nel frattempo, sulla vicenda sono circolate diverse informazioni e indiscrezioni. L’associazione ha preso atto anche delle dichiarazioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Carnevale, che avrebbe manifestato la disponibilità dell’Amministrazione a recuperare e ricollocare i chiusini, anche in relazione alla questione sollevata in sede di commissione consiliare.

Ma, secondo quanto evidenziato dall’associazione presieduta da Emanuele Bonaldo, una parte dei chiusini originari non risulta ancora riposizionata all’interno del parco.

Ed è proprio a questo punto che l’Associazione Tor Tre Ponti ha deciso di passare dalle discussioni pubbliche a una richiesta formale agli amministratori.

La PEC al Comune: tre domande precise

Nella PEC trasmessa il 28 agosto 2026 al Sindaco di Latina Matilde Celentano, all’Assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Carnevale e ai Capigruppo consiliari, il presidente Emanuele Bonaldo formula tre richieste.

La prima riguarda l’esatta collocazione attuale dei chiusini che non sono stati ricollocati.

La seconda è la possibilità di visionare direttamente i manufatti, così da verificarne personalmente lo stato di conservazione.

La terza chiede all’Amministrazione rassicurazioni ufficiali sulla loro corretta custodia, sia nei depositi comunali sia negli eventuali altri luoghi destinati alla loro conservazione.

Richieste semplici, ma che assumono un significato preciso: sapere dove siano oggi i manufatti, in quali condizioni si trovino e quali siano le intenzioni dell’Amministrazione per il loro futuro.

«La trasparenza è l’unico strumento per chiudere la vicenda»

L’Associazione Tor Tre Ponti mette nero su bianco anche lo spirito con cui ha deciso di intervenire.

«Il nostro intento è puramente costruttivo», si legge nella comunicazione inviata al Comune, sottolineando come la trasparenza rappresenti «l’unico strumento utile per mettere la parola fine a questa storia».

Non si tratta, quindi, di chiedere soltanto il riposizionamento dei chiusini, ma soprattutto di fare chiarezza sul loro percorso, evitando che informazioni incomplete o contraddittorie possano continuare ad alimentare discussioni e sospetti.

Una posizione che riporta la questione sul terreno della tutela del patrimonio storico e della responsabilità nella gestione dei beni che raccontano la storia della città.

Perché il tema, al di là della destinazione finale dei singoli manufatti, pone una domanda più generale: come vengono tutelati gli elementi della memoria urbana quando una città cambia, si riqualifica e rinnova i propri spazi?

Nel caso dei chiusini “Littoria”, l’associazione chiede ora che siano i documenti e le risposte ufficiali a chiarire la situazione.

Emanuele Bonaldo, nella sua veste di presidente dell’Associazione Culturale Tor Tre Ponti, ha chiesto infine di poter concordare un appuntamento per visionare direttamente i manufatti.

A questo punto la parola passa al Comune. Dove sono i chiusini storici rimossi dal Parco Falcone e Borsellino? In quali condizioni si trovano? E quale sarà il loro destino?

Tre domande precise, alle quali l’associazione attende una risposta altrettanto precisa.

redazione@diariopontino.it