Una “amministrazione” allo specchio | «Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai»

Emanuele Bonaldo
Spiaggia senza regole e senza servizi

Agli incivili che fanno danni e agli inetti che fanno finta di niente, vien proprio voglia di cantare ” Una lunga storia d’amore ” di Gino Paoli e Ornella Vanoni.

A Foce Verde manca persino un secchio per i rifiuti. Un video diffuso dall’Associazione Borgo Sabotino 2.0 restituisce un’immagine impietosa di uno dei tratti più frequentati del litorale: plastica abbandonata tra la vegetazione secca, percorsi d’accesso improvvisati e secchi di vernice usati come bidoni di fortuna.

Un quadro che mette a nudo due criticità parallele ma interconnesse: l’inciviltà dei singoli e la totale assenza di infrastrutture e servizi pubblici idonei per la stagione balneare.

Nonostante l’associazione stia cercando di bonificare l’area con i propri mezzi, la mole di rifiuti accumulata richiede ormai interventi mirati e attrezzature adeguate da parte delle istituzioni.

Spiaggia senza regole e senza servizi, le foto estratte dal video di Borgo Sabotino 2.0 denunciano il degrado

A Foce Verde manca persino un secchio per i rifiuti, l’associazione: “Prima l’inciviltà, poi l’assenza totale di infrastrutture”.

Un video diventa l’ennesima prova di un problema che si ripete ogni estate lungo il litorale. A documentarlo è l’Associazione Borgo Sabotino 2.0, che ha diffuso un filmato realizzato lungo il tratto di costa che dalla strada sterrata conduce alla battigia, restituendo un’immagine impietosa dello stato in cui versa l’area.

Le immagini raccontano un percorso che si fa specchio di due problemi paralleli e collegati tra loro. Da un lato l’inciviltà di una parte dei frequentatori della spiaggia, testimoniata dalle bottiglie di plastica abbandonate lungo il ciglio della strada sterrata, tra la vegetazione secca e i cespugli che costeggiano l’area di sosta.

Dall’altro, e forse ancora più grave, la totale assenza di infrastrutture pubbliche a supporto della fruizione balneare: nel video si vede persino un secchio di vernice riadattato a bidone dell’immondizia, sistemato di fortuna sotto un albero, unica soluzione “artigianale” a un problema che dovrebbe essere affrontato con strumenti adeguati.


Proseguendo lungo il sentiero che conduce al mare, tra dune spontanee e vegetazione bassa, il quadro non migliora. Il percorso sterrato che porta alla battigia non presenta alcuna forma di camminamento strutturato, mentre sulla sabbia, sia nella zona più asciutta che in prossimità della riva, sono numerosi i piccoli rifiuti dispersi: frammenti di plastica, residui e detriti che si mescolano alla naturale presenza di canne e vegetazione spiaggiata.

Il caso sollevato da Borgo Sabotino 2.0 riporta al centro dell’attenzione un nodo ricorrente per le zone costiere del territorio pontino: la necessità di un presidio costante durante la stagione estiva, quando l’afflusso di bagnanti aumenta sensibilmente e con esso la produzione di rifiuti.

L’assenza di cestini regolamentari, di indicazioni sui percorsi di accesso e di un sistema di raccolta organizzato scarica interamente sul senso civico dei singoli un compito che dovrebbe essere garantito da una gestione strutturata dell’arenile.


La denuncia dell’associazione si inserisce in un dibattito più ampio sulla manutenzione e la valorizzazione del litorale, un patrimonio ambientale e paesaggistico che rischia di essere compromesso proprio dalla combinazione tra comportamenti scorretti e carenze nei servizi essenziali. Un problema che, come dimostrano le immagini, non riguarda episodi isolati ma una condizione strutturale dell’area.

L’ Associazione Borgo Sabotino sta comunque intervenendo con i pochi mezzi che hanno a disposizione per bonificare l’area ma la quantità di rifiuti non è gestibile senza interventi mirati ed attrezzature adeguate .

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