Una città che cammina insieme, soprattutto quando a farlo sono i più giovani.
Un percorso ad anello lungo oltre due chilometri per riaffermare l’importanza del rispetto reciproco, della lealtà e della coesione sociale. Latina ha vissuto una giornata di profonda condivisione in occasione della sesta “Passeggiata del Fair Play e dell’Inclusione”, la manifestazione cittadina che è giunta alla sua sesta edizione.
L’evento — promosso dal Panathlon Club di Latina in sinergia con la Fondazione Varaldo Di Pietro – Mecenate dello Sport — trae la sua forza da una peculiarità logistica e concettuale unica in Italia e nel resto d’Europa: la capacità di collegare nello stesso itinerario cittadino due opere cariche di significato, il Monumento al Fair Play e quello all’Inclusione, dedicato alla memoria di Eunice Kennedy Shriver (fondatrice di Special Olympics).


La manifestazione ha coinvolto numerosi istituti scolastici di Latina e della Provincia, con delegazioni di studenti e docenti. Tra i momenti più significativi della mattinata spicca la testimonianza di Manuela Olivieri, Presidente della Fondazione Pietro Mennea Onlus.


La presenza della moglie del leggendario velocista azzurro ha offerto uno spunto di riflessione sul valore formativo della disciplina sportiva: prendendo mossa dall’eredità morale lasciata da Mennea, Olivieri ha ribadito ai tanti studenti presenti come l’impegno sportivo debba tradursi anzitutto in una scuola di vita basata su correttezza, rispetto delle regole e integrazione.
Il via ufficiale è arrivato dopo il momento solenne dell’ Inno di Mameli e le aperture istituzionali. Il serpentone colorato si è poi immerso nel perimetro urbano, attraversando le principali arterie pedonali come Corso della Repubblica, Piazza della Libertà e Parco Falcone e Borsellino.


Durante la marcia, diversi flash mob coordinati dalle scolareschi e dalle associazioni locali hanno animato le tappe intermedie, tra questi il gruppo di cheerleaders dell’Istituto Galilei-Sani, che ha animato Piazza del Popolo a metà percorso, fino al traguardo festoso all’interno del Parco San Marco tra musica e performance dal vivo.
Soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa è stata espressa dai vertici organizzativi. Umberto Martone, alla guida del Panathlon Club di Latina, ha tracciato un filo conduttore con la storia del sodalizio, attivo sul territorio fin dal 1958 sotto la spinta iniziale di Domenico Francioni (a cui è intitolato lo stadio cittadino).
L’auspicio condiviso con Giovanni Di Pietro, Presidente della Fondazione Varaldo Di Pietro, è che Latina continui a consolidarsi come punto di riferimento nazionale per i valori dell’etica sportiva.
L’iniziativa ha fatto da cornice alla Settimana Europea dello Sport (campagna #BeActive) e al Villaggio Europeo dello Sport del Comune di Latina, con il sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani, di Sport e Salute e con il Patrocinio di Regione Lazio, Provincia, CONI, CIP e Special Olympics.


Mentre i passi dei partecipanti si spegnevano tra gli applausi del Parco San Marco, la camminata ha lasciato dietro di sé la convinzione che il fair play non sia solo una regola di gara, ma una bussola per la vita.
Un messaggio potente rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a camminare insieme senza lasciare indietro nessuno e a credere con tenacia nelle proprie aspirazioni, proprio come ricordava Pietro Mennea con il suo celebre insegnamento: “La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma ti fa sognare”.
A cura di Sonia Simoneschi.


