Dal fascino di Littoria al sapore di Torino: la storia dimenticata del Cioccolato Littoria

Emanuele Bonaldo
Cioccolato Littoria

Una storia bellissima e quasi dimenticata che unisce Torino e Latina attraverso il gusto e la memoria.

Quando la Venchi Unica univa il vigore del nome alla dolcezza della tradizione piemontese celebrando il mito della bonifica per le famiglie d’Italia.

Cioccolato Littoria
Cioccolato Littoria

Il sapore di un’epoca passa spesso attraverso piccoli frammenti di carta colorata come l’incarto del Cioccolato Littoria che oggi ci riporta direttamente nel cuore della Torino degli anni Trenta.

Non era solo una tavoletta di cacao ma un vero manifesto di comunicazione industriale firmato dalla Venchi Unica il colosso dolciario nato nel 1934 dalla fusione tra la storica azienda di Silviano Venchi e la Società Anonima Unica.

In un periodo in cui l’Italia cercava di affermare la propria identità produttiva questo prodotto si presentava con una grafica essenziale dominata da una skyline stilizzata e da una torre che richiamava le architetture razionaliste della nuova città di Littoria fondata nel 1932.

Il richiamo alla moderna città pontina sorta dalle paludi bonificate non era casuale poiché evocava progresso e orgoglio nazionale trasformando un semplice genere voluttuario in quello che la confezione definiva un alimento sano e molto nutriente per la famiglia. La produzione avveniva nello stabilimento monumentale di Corso Francia a Torino un complesso che all’epoca rappresentava una delle fabbriche di cioccolato più grandi e moderne d’Europa con migliaia di dipendenti e una tecnologia d’avanguardia.

Osservando la carta originale balza all’occhio la dicitura garantito di puro cacao e zucchero un dettaglio fondamentale in un mercato che iniziava a conoscere surrogati e miscele autarchiche meno nobili. Venchi Unica riuscì a mantenere altissimo il prestigio del cioccolato torinese pur adottando una scala industriale e celebrando la nascita dei nuovi centri urbani come simbolo di rinascita collettiva.

Questa tavoletta rappresenta il punto d’incontro perfetto tra la tradizione artigianale piemontese iniziata da Silviano Venchi nel lontano 1878 e la spinta verso la modernizzazione sociale del Ventennio che vedeva nelle città di fondazione il proprio vessillo architettonico.

Oggi questi incarti sono diventati preziosi oggetti da collezione che testimoniano come il cibo sia stato uno dei principali veicoli della propaganda e dello stile di vita italiano prima della Seconda Guerra Mondiale. Riscoprire il Cioccolato Littoria significa dunque sfogliare una pagina di storia del costume e dell’industria italiana fatta di fragranze tostate e visioni di grandezza urbana che ancora oggi rendono Torino la capitale indiscussa dell’arte cioccolatiera mondiale.

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