Domenica 16 Novembre, ore 15.30 – Santuario di Santa Maria della Sorresca , Sabaudia.
Prosegue il viaggio nella memoria e nella bellezza del territorio con la terza tappa della rassegna “Luoghi e racconti nella millenaria storia del Latium Vetus e Agro Pontino”.
Dopo le suggestive visite a Norba e Valvisciolo, il percorso approda in uno dei luoghi più iconici e ricchi di spiritualità dell’Agro Pontino: il Santuario di Santa Maria della Sorresca, a Sabaudia, adagiato sulle sponde del lago di Paola, dove l’acqua incontra il cielo e lo sguardo si perde tra il mare di Ulisse e il promontorio di Circe.
Secondo la leggenda, il Santuario sorse per volontà di alcuni pescatori di San Felice Circeo in onore della “Madonna pescata”, un’immagine sacra perduta e poi miracolosamente ritrovata sulle rive del lago.
Ma la storia della Sorresca va ben oltre il mito: le prime tracce documentate risalgono al Regesto Sublacense del 594, che attribuisce la proprietà del luogo ai monaci benedettini di Subiaco.

Nei secoli successivi, tra i silenzi del lago e le voci della fede, il Santuario passò di mano tra ordini monastici, casati nobiliari, Cavalieri Templari e Papi, divenendo teatro di una storia affascinante, sospesa tra spiritualità, potere e mistero.
L’appuntamento di domenica 16 novembre, alle ore 15.30, offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva tra arte, natura e memoria collettiva.
A guidare la visita sarà la storica dell’arte Socia Testa, che accompagnerà i presenti in un viaggio tra storia e leggenda.
Il percorso sarà impreziosito dal commento musicale di Ilenia Formato, trombettista del Liceo Artistico “Buonarroti” di Latina, e dalle letture del Gruppo di Lettura “Navigare nella lettura” di Latina, che daranno voce ai racconti e alle suggestioni legate al luogo.
La rassegna, nata con l’intento di valorizzare il patrimonio storico, artistico e naturale del territorio pontino, si pone un obiettivo profondo: ricordare a ciascuno di noi che non siamo semplici visitatori, ma custodi della bellezza che ci circonda, testimoni di un’eredità millenaria che chiede di essere conosciuta, rispettata e tramandata.
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